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31/05/08

Mina limpida voce fuori dal coro

Da tantissimi anni Mina, come il grande Lucio, si è dileguata dalla televisione.
Ho sempre romanticamente pensato che fossero d'accordo: via dal gossip, dal marciume che ne è alla base, e poi via dai compromessi, dall'immagine "made to make money", dai produttori-squalo, dai dischi figliati un tot all'anno, dal pubblico-consumatore (tanto caro a Berlusconi).
Leggetevi la prefazione che ha scritto per un libro di Beppe grillo
Che bello sapere che lei se ne è andata per poter sbattere la porta in faccia alle persone che giustificano mezzi
morte, fame, oscurantismo, proibizionismo
con pessimi fini
denaro, potere, patria.

Grazie mina, della tua voce limpida.

29/04/08

Se sbagliare è umano...


Cito un blogger che contrasta l'idea di sopprimere l'ordine dei giornalisti...

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"l'Ordine dei giornalisti di Mussolini, quello del 1925 non vide mai la luce, sostituito per venticinque anni dal Sindacato fascista dei giornalisti. L'Ordine, così come inteso oggi, nacque nel 1963 con la legge Gonella"
>>

...e mi chiedo:
1) se lo hanno fatto con Mussolini e poi corretto in sindacato, è forse perchè l'ordine sarebbe stato troppo "fascista"?

2) se nel Ventennio non lo hanno fatto come dici, lo facciamo appena usciti da una dittatura?

Quindi, se sbagliare è umano...
...perseverare è diabolico?

freedom enough

L'Unità dopo il V2-day riporta:
"Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone"

L'Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo:
"Almeno 100mila persone"










...informazione libera?!

more freedom



"La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione"

-Giorgio Gaber-


Albo Professionale non è libertà

freedom


“L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.

Luigi Einaudi