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24/09/08

Bill Clinton: “Capisco perchè l'America ama Sarah Palin”

- In TV non non ci sono più comici decenti?

Fonte: La Stampa

03/08/08

Ipotesi di complotto capovolto

Un possibile custode della verità sulla vicenda dell'antrace si ammazza fregando i servizi di sicurezza tutti?Per me è impossibile.
Per me un probabile custode di così inquietanti segreti, capovolgendo la visuale diventa uno scomodo testimone di segreti da insabbiare, anzi sotterrare.

Facciamo ordine. Nell'immediato periodo dopo l'attacco alle twin towers, al congresso americano vennero recapitate alcune lettere contenenti antrace. Ovvio l'allarme, ovvie le attribuzioni ad Al Quaeda, ai servizi Iracheni ed infine ad un'organizzazione terroristica USA. Le indagini, condotte dall'FBI, rivelarono, grazie alle solite strane fughe di notizie, che la sostanza era stata prodotta in un laboratorio governativo, cosa che indusse all'incriminazione di tre scienziati in forze allo stesso laboratorio, più un quarto uomo. Qualche mese fa, infine, è stato risarcito uno degli scienziati, ritenuto per anni il primo sospetto.

Io penso, da sempre che al di sotto della "vicenda antrace" vi sia una manovra diversiva messa in atto per influenzare l'opinione pubblica la quale, già fiaccata dal flop in Iraq, in seguito all'11 settembre, era orientata verso un dolente, spaventato rispetto della nuova realtà: L'americano è vulnerabile in America quindi non può più essere paladino in casa altrui dei propri ideali, restando felicemente impunito in casa propria. Mettiamola così: la mia violenza è giusta ed a fin di bene, se reagisci con violenza... parliamone.

Insomma cerchiamo di capire. La distruzione degli edifici simbolo della potenza finanziaria, è stata identificata come un'attacco all'economia aggressiva, non al popolo americano. Lo dimostrano la sorprendente reazione antimilitare degli americani, la presa di distanza dalle reazioni aggressive del governo, le accuse di ingerenza tra stato e lobbies di potere, l'autodenuncia della crollata popolarità dell'americano all'estero, visto come un invasore prepotente disposto a barare per ottenere ciò che vuole.

Il radicato risentimento dell'americano verso il proprio governo, dimentico della salvaguardia e della tutela della libertà e la ricerca della felicità ed impegnato con sempre maggiore forza nel far da palo, da guardiaspalle ai saccheggi perpetrati all'estero dalle potenze economiche, ha provocato una reazione inaspettata alla tragedia dell'11 settembre.L'immagine del soldato che votava la vita nella difesa degli ideali di popolazioni lontane, anche se discutibile e poco veritiera, accompagnava l'america nel mondo intero, se si esclude il mondo comunista.
Dal Vietnam in poi l'ideale si è offuscato sempre più ed agli occhi degli stranieri il marine è diventato un invasore, opressore, un prepotente in casa altrui. A causa di questo il popolo americano, un popolo libero al punto di osteggiare apertamente l'incongruenza economica rappresentata dalla chiesa cattolica e che ha una disinteressata solidarietà nel proprio DNA, aveva cominciato a prendere le distanze dalla sfacciata ingerenza nell'economia altrui, dalla reazionaria politica dell'imposizione militare delle proprie regole e leggi in tutto il mondo, presa di posizione sfociata, dopo l'attacco alle torri gemelle, nel calo di popolarità del presidente,della sua politica e degli apparati governativi.

Fortuitamente, invece, il tempestivo diffondersi delle lettere killer fu letto come la dimostrazione di un'attacco intimo alla vita privata dell'americano: tutti riceviamo lettere, tutti possiamo morire di questo, quindi lo stato deve reagire e difenderci ed è giustificato nell'adottare provvedimenti restrittivi a favore della sicurezza nazionale.
L'opinione pubblica USA è stata così spinta a giustificare ed autorizzare provvedimenti preventivi già in atto da anni come la rete satellitare per intercettazioni e violazioni anche al di fuori del proprio territorio, o il provvedimento applicato fresco fresco: le autorità di confine americane sono autorizzate a perquisire i computer di chi chiede l'ingresso negli states, autorizzazione che arriva fino alla copia ed alla divulgazione a scopo di indagine.

Al dunque, andiamo! Ieri è stata diffusa la notizia del suicidio di uno degli scienziati implicati nella vicenda antrace... suicidio?
Una persona sospettata di terrorismo nel paese dove la lotta al terrorismo è quasi soffocante e disposta a tutto, dove i sospetti di terrorismo vengono rinchiusi e torturati legalmente, dove lo stato, in nome della sicurezza nazionale, è autorizzato a sondare nei minimi dettagli la vita di chiunque, in un paese come gli Stati Uniti d'America insomma, un uomo che ha lavorato quasi 20 anni per le forze armate, quindi soggetto a quasi 20 anni di controlli e verifiche sulla propria vita, un'uomo che per vent'anni ha dovuto condurre una vita ineccepibile sotto ogni aspetto, viene indagato per terrorismo (vuol dire che della sua vita viene catalogata anche la marca degli spazzolini da denti) e riesce a suicidarsi?
Scusate stupidelli dei servizi segreti, ma non avete mai pensato che una bocca tappata, in maniera definitiva era la soluzione più indicata, no?

29/05/08

Marketing & carobènza: una facile-felice soluzione

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Se vi capita di passare dalle parti di Butler nel Missouri/USA...
...si, okkei! Era per iniziare il discorso... è un modo di dire... a te che leggi il mio blog non capiterà mai, lo so!
Tu che leggi il mio blog sei capitato qui per caso, sei stufo dopo aver sfacchinato tutto il giorno, gratti il fondo del barile per andare a piedi fino al parco a prenderti una granatina...piccola, figurati andare nel missouri!
Io pensavo che fosse un nome usato solo nei film, come il prefisso 555 dei telefoni nei film americani (facci caso, sempre 555)...
John Wayne ci stava come un papa nel missouri, Kevin Kostner ci porta il lupo a fare i bisognini nel missouri, addirittura gli indiani scorrazzano impavidi ed un tantino arrogantelli nel missouri, maaa...ce lo vedi l'italiano medio nel missouri?
Con la sua Fiat, che si surriscalda sotto la neve... e quando torni che fai?
Che gli dici alla Cesira del piano di sotto?
"Sai, sono appena tornato dal missouri" e quella ti risponde "io de Missoni c'avevo un veshtito caruuuccio epperò era méid in tarocco"...
beh, torno a bomba, fosse mai che gratti e vinci un viaggio in Missouri, devi, dico devi passare per Butler, ridente cittadina (in america le cittadine ridono parecchio e a volte ridacchiano) dove un simpatico venditore di auto ha avuto un'idea sensèscion per incrementare le vendite (ed asserisce di aver anche fatto centro): Compri la macchina e lui ti regala la pistola...
l'uovo di colombo, la classica illuminazione che cambia il corso della storia.
In realtà ti regala un buono da 250 dollari da spendersi o in benzina o nell'acquisto dell'arma.
Apparte le facili battute tipo "vado sparato a comprarmi l'auto" "sparati in autostrada" eccetera, questo commercialoftheyear ha detto che ben pochi hanno optato per il buono benzina, quasi tutti hanno optato per l'arma.
Eggià, la gente mica è scema, vedi, le cose succedono piùomeno così:

Vedi la pubblicità, vai al concessionario, compri l'auto e ti viene proposta l'opzione A-carburante o B-pistola, fai i tuoi conti e ovviamente acchiappi la B.

Il perchè è presto detto: Cosa fai con un buono di 250 euro di benzina?
Fai il pieno tre o quattro volte, giri come un turista giapponese perchè tanto è aggràtis, e nel giro di un mese sei daccapo con la macchina che beve-come-una-tribuna-di-tifosi-irlandesi, e le rate dell'auto che ti volano addosso tipo mosche(loro)-cacca(tu)... eppoi diciamocelo, tu volevi pigliarti la nuova Fort megakatalòppia SUV con otto ruote motrici e area picnic incorporata che aveva pure un prezzo ragionevole, ed invece hai preso questa Sukia Fangombruta GTD (Grande Trappola Difettosa) con PUH (da leggersi puah!) di serie, che se non fosse per il rumore del risucchio nel serbatoio e le multe per inquinamento coatto, farebbe anche da 0 a 100 in 7,3" ma cappero... devi fermarti dal meccanico mediamente ogni 6,2"...

dunque il buono-benzina, non conviene, n'est pàs?

Ed invece cosa fai con la pistola?
Quante possibilità in più hai con la pistolona al tuo fianco?
  1. altri tre euro per un passamontagna e ti procuri "gratis" la benzina (eventualmente puoi valutare anche di "fare la spesa" al supermercato, passare "unavoltapertutte" in banca, "aprire" una gioielleria, o perchè no, tornare al concessionario e farti rimborsare i soldi dell'auto).
  2. puntare l'omaggio verso se stessi, clikkare il griletto (quasi come clikkare il màus e finire un una pagina rimossa... quasi eh, ed il quasi qui è mooolto ampio) e risolvere definitivamente il tuo (e solo il tuo) problema del carobènza e non solo... basta tasse, fine delle alzatacce mattutine, basta musi lunghi... hem... no, questo no.
Quindi, caro ed intrigato (vero che sei intrigato?) lettore, se vuoi fare una cosa furba, metti da parte i soldi, vattene in ammèrica, missouri per la precisione, che:
  1. Compri un'auto nuova
  2. Acchiappi la pistola
  3. Fai felice il mercantedelsecolo (così si tranquillizza e non si fa venire altre idee del mènga)
  4. Diventi ricco di colpo (il tipo di colpo progettalo tu!)
  5. mi mandi una mèil e mi dici se è vero che i prefissi sono tutti 555
  6. Potrò dire che uno dei miei lettori conosce il missouri
Bene basta, possiamo tornare a terra... slacciare le cinture (e i cinturoni)...

(...non siamo miiiica gli americani, che loro possono sparare agli indiani...)
Piccola citazione di un VascoRossi ancora giovane (ho visto la foto sul leggo di... ieri mi pare: è vecchio! il vasco è vecchio! e se è vecchio lui, mi sa che sto prendendo la piega anch'io!)

PS- Il passamontagna, nero e truce, mi raccomando, che non ci facciamo riconoscere tipo passamontagna dei PàueRènger col ponpon giallo... almeno in banca, cerchiamo di essere seri!

PPSS - Grazie al "deserto dei tartari" per avermelo fatto sapere

05/05/08

Che fine farà, l'america senza i Bushism?

"a me non piace particolarmente quando la gente mi mette delle parole in bocca, neppure a proposito, a meno che io non le abbia dette."

Il più divertente presidente degli USA, G. W. Bush, vicino alla scadenza del suo mandato, lascerà al suo successore un compito tremendamente complicato. Obama o Hillary che sarà, dovrà riuscire a far presa sul popolo tanto quanto Bush.
Dovrà avere la fermezza necessaria nel far rispettare la parola del Presidente degli USA con dichiarazioni come queste.

Come un mattatore televisivo, ha avuto la capacità di calamitare l'attenzione degli americani, toccando percentuali di share degne di David Letterman e dei Simpsons, col solo uso della parola e di quell'aria da drammatico Stan Laurel, elettrizzate da una comicità in stile Groucho Marx...

«Il punto ora, è come agiamo noi, insieme, per conseguire obbiettivi importanti. E... uno di tali obbiettivi è la democrazia in Germania».

Manca, purtroppo, la cabarettistica rullata-splash, ma potrebbe essere irridente verso il primo vero comico che mai sia riuscito a diventare presidente.
Il primo statista che abbia avuto il coraggio di tentare la soluzione comica alla crisi irachena...

"Capisco pienamente coloro che dicono 'non potete vincere questa cosa militarmente'. E' esattamente ciò che dicono le forze armate americane... che non potete vincere militarmente".

Per poi rendersi conto che le cose non sono tanto semplici e dirette quanto sul palco, in tournèe, e dichierare..

"Questa cosa della politica estera è un pochino frustrante".

Quest'uomo ha tenuto le redini della maggiore potenza mondiale fino al momento di rendersene conto...


"Sto cercado di vedere se ricordo abbastanza così da poter apparire come se fossi brillante sull'argomento".

Incredibile, vero? Un altro, crecando di essere simpatico, avrebbe detto "abbastanza da poter apparire brillante".
Ma, appunto stiamo parlando di un vero genio della risata che con raffinatezza precisa che è sufficiente "abbastanza da poter apparire come se fosse brillante".
Insomma, nessuna meraviglia se il cavallo americano ha rotto il galoppo e scorrazza a briglia sciolta, scavalca continuamente il recinto e scalcia chiunque cerchi di ammansirlo.

"Lasciatemi iniziare dicendo che nel 2000 ho detto 'Votate per me, sono un'agente del cambiamento'. Nel 2004, ho detto, 'Non sono interessato al cambiamento, voglio continuare come presidente...'.
Ogni candidato deve dire 'cambiamento'. E' quello che che il popolo Americano si aspetta."


Viene effettivamente il dubbio che il Bush/uomo abbia un esagerato senso dello spirito, ed il Bush/presidente alle volte non riesca a tenere se stesso a freno.
Nel viaggio diplomatico del febbraio 2008 a Kigali, capitale del Ruanda, paese devastato da una sanguinoso, terribile genocidio, al termine di una visita ad un monumento in memoria delle vittime, Bush, diplomaticamente, asserisce:

"Una cosa che ho capito chiaramente all'interno del museo, è che le forze esterne che tendono a dividere un popolo all'interno della sua nazione, sono incredibilmente controproducenti".

oppure quando accoglie i rappresentanti irlandesi nella sala stampa della casa bianca:

"Invito tutti voi a rilasciare qualche commento per le televisioni... se ci tenente a farlo."

Eguaglia poi la finezza comica del miglior Petrolini quando, sfodera la propria brillante immagine aggressiva dicendo:

"Le decisioni che noi prendiamo a Washington, hanno direttamente impatto sulla gente... della nostra nazione, ovviamente."

Siamo sicuri che non ci mancherà un po'?